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Judo

 
 
 
 

IL JUDO


  Ai nostri giorni il judo viene comunemente considerato uno sport, la cosiddetta "lotta giapponese" assurta a livello di ormai notoria disciplina olimpica.
  In verità il judo nasce in Giappone sul fine del XIX secolo ad opera della attenta e raffinata elaborazione di antiche tecniche di lotta (jujutsu, yawara etc.) svolta da uno studioso di arti marziali, nonché raffinato intellettuale, insegnante e pedagogo di alte qualità morali, il Prof. Jigoro Kano.
  In un particolare periodo di difficile trasformazione della società giapponese (da società tardo feudale a società moderna industrializzata), il Prof. Kano, dopo aver assiduamente praticato le antiche arti marziali al fine di rafforzare la propria esile struttura fisica, ebbe una straordinaria intuizione: comprese che insiti in tali discipline, all'apparenza fondate su una fisicità vigorosa e spesso violenta, esistevano contenuti filosofici, etici, morali che potevano essere utilizzati e maggiormente sviluppati ai fini di una superiore educazione e perfezione psicofisica dell'individuo e della intera società umana.
Proprio dalla lunga e meticolosa opera di raccolta, studio, elaborazione, adattamento delle più efficaci tecniche provenienti da varie scuole di jujitsu, ormai in progressivo decadimento anche di natura etica, il Prof. Kano codificò il moderno judo (chiamato Kodokan Judo), stabilendo norme fondamentali dell'educazione fisica (esercizi preparatori, cadute etc.), le vere e proprie tecniche (dalla posizione eretta, di controllo a terra, di percussione), le cosiddette "forme" (esecuzioni prestabilite di varie tecniche), oltre a prevedere una regolamentazione che potesse soddisfare le esigenze della pratica sportiva, anche a livello agonistico.
  Il successo di tale opera non si fece attendere, visto che già nei primi decenni del XX secolo il judo si era diffuso in tutto il mondo, conquistando non solo entusiasti praticanti (tra cui scrittori, filosofi, statisti, attori etc.), bensì anche l'attenzione delle federazioni sportive internazionali, fino a quando, nel 1964 venne ufficialmente ammesso, dapprima come disciplina olimpica dimostrativa, nei giochi di Tokio.
  Da quanto si è brevemente esposto, si può comprendere come il judo non possa essere considerato solo uno sport o uno "strumento" offensivo   difensivo, un'arma a disposizione dell'adepto il quale abbia raggiunto un opportuno livello di preparazione. Fermarsi a tali valutazioni sarebbe errato ed ingiusto, perché se le menzionate caratteristiche sono effettivamente pertinenti al judo, deve innanzi tutto essere considerato e rivalutato il suo contenuto fondamentale, indicato appunto dal nome usato dal suo Fondatore: ju - do significa infatti la "via", il "percorso" (do) della "cedevolezza", della "flessibilità" (ju).
  A questo punto, nel momento in cui si deve cercare di fornire una spiegazione del termine "via", "percorso", immancabilmente riaffiorano le ben note difficoltà di descrivere con il nostro lessico e con i nostri parametri culturali quelli che sono termini e concetti propri della cultura orientale, di elaborazione giapponese in specie, spesso apparentemente incomprensibili o addirittura alieni per noi "occidentali", dotati di una formazione culturale classica di origine greco romana e poi decisamente cartesiana.
  In realtà questa differenza, questa distanza non esiste, e la miglior prova di tale affermazione la può dare proprio l'esperienza derivante dalla stessa pratica del judo, avviata con entusiasmo dai ragazzi o con sincera curiosità dai più adulti: in simili casi, sotto la guida di qualificati insegnanti, presto si inizierà a percepire il senso della "via", ovvero quello che è un modo particolare di svolgere gli esercizi dell'educazione fisica o dell'allenamento ginnico, un sistema di studio delle tecniche (uchi komi), di applicazione delle stesse nelle esercitazioni del "combattimento libero" (randori) o nella ricerca del gesto perfetto nella esecuzione delle "forme" (kata).
  In breve tempo, specie se la pratica del judo sarà intrapresa da bambini (si può iniziare già dai 5 anni), la stessa maturazione della personalità verrà guidata e strutturata dal judo, il quale puntualmente dimostrerà le sue potenzialità educative e formative: non a caso si insegna un ossequioso rispetto della disciplina da seguire nella palestra (dojo), rispetto ed ammirazione nei confronti del Maestro (sensei), una figura di fondamentale rilevanza che deve assurgere a costante riferimento per allievi di ogni età.
  Un famoso detto giapponese insegna infatti che per prima cosa si deve cercare un buon maestro, al punto che "due anni passati alla sua ricerca, sono due anni guadagnati" dall'aspirante allievo nel suo percorso sulla "via". Per questa ragione è fondamentale affidarsi a chi offre adeguate garanzie di serietà di intenti e di comprovate capacità tecniche, puntualmente certificate da enti qualificati quali ad esempio il C.O.N.I., tramite la Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali (F.I.J.L.K.A.M.).
  Da questo percorso di vera e propria crescita formativa (non è un caso se ormai universalmente il judo viene considerato un preziosissimo strumento pedagogico) nasceranno persone che avranno la capacità di non usare il judo come una pur efficace arma; avranno anche la consapevolezza che la loro pratica non si riduce ad una spettacolare attività sportiva; saranno consapevoli che ciò che conta non è la prevaricazione sugli altri, non sempre è la coppa o la medaglia, quanto piuttosto la propria serenità e la forza interiore, strumenti indispensabili per affrontare il sempre arduo cammino della vita.
  Riccardo Fusilli, 2° dan di Kodokan Judo

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"Il judo ha la natura dell'acqua. L'acqua scorre per raggiungere un livello equilibrato. Non ha forma propria, ma prende quella del recipiente che la contiene. E' indomabile e penetra ovunque. E' permanente ed eterna come lo spazio e il tempo. Invisibile allo stato vapore, ha tuttavia la potenza di spaccare la crosta della terra. Solidificata in ghiaccio ha la durezza della roccia. Rende innumerevoli servigi e la sua utilità non ha limiti. Eccola turbinante nelle cascate del Niagara, calma nella superficie di un lago, minacciosa in un torrente o dissetante in una fresca sorgente scoperta in un giorno d'estate".
              M° Gunji Koizumi (1886 1964) 8° dan di Kodokan Judo


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